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Dal
novembre 2006 l’Associazione Culturale Tuscania d’Arte, fondata,
presieduta e diretta da Stefano Ciccioli nel 1994, ha costituito in via
informale la compagnia teatrale “Il Rivellino”, dal nome del
noto Teatro Comunale della città di Tuscania, e il 12 ottobre dello
scorso anno ha debuttato con Cenereantola.
Lo spettacolo ha riscosso uno straordinario successo di pubblico registrando
un’affluenza di pubblico pagante mai avvenuta prima al Teatro Rivellino
di Tuscania (circa 1200 spettatori in sole quattro repliche).
La sinergia operata per questa produzione è non solo rimasta fertile,
ma visti i risultati ottenuti, si è corroborata e la compagnia
ha deciso di lavorare a una nuova produzione teatrale, continuando il
genere della rivisitazione di miti letterari e fiabeschi appartenenti
alla tradizione popolare.
Dopo il successo di Cenereantola l’Associazione ottiene un contributo
provinciale all’interno del programma “Piccoli Teatri”
grazie al quale prende in affitto l’affascinante complesso del Supercinema
per la produzione del nuovo spettacolo teatrale Pinocchio,
che dopo un anno di intensa lavorazione, debutta il 7 novembre al Teatro
Rivellino di Tuscania. Anche in questa occasione la risposta del pubblico
è straordinaria e si ripetono gli incassi da record della produzione
precedente.
“Chiudo pure stasera ‘sto portone / Sul monno che nun posso
sopportare / Qui all’osteria ritrovo la passione / Cantando bevendo
e senza altare / Sto paese è diventato ‘na stazione / Solo
‘n binario morto da guardare” .
Lo spettacolo propone una rilettura del mito del celeberrimo burattino
nato dal genio di Carlo Collodi che diventa pretesto e strumento attraverso
cui operare una serie di riflessioni sulla natura dell’uomo e delle
sue interazioni con la società. Pur mantenendo l’ambientazione
ottocentesca, i personaggi hanno subito alcune significative alterazioni,
inevitabili considerando che essi sono nati da una rilettura in chiave
contemporanea del soggetto.
Alla stesura del testo hanno partecipato tutti gli attori coinvolti nello
spettacolo, e i personaggi che ne sono scaturiti sono diventati dei veri
e propri alterego. L’ironia, il farsesco e il grottesco dominano
l’ambientazione della storia: attraverso le modalità proprie
del teatro popolare, genere all’interno del quale la compagnia si
è formata, i personaggi vivono in una dimensione astorica e il
loro agire non si inquadra entro i termini di una morale precostituita.
Lo spettacolo vibra di un sentire proprio della tradizione popolare, inserendosi
tra le fila di una sesibilità dal forte richiamo neorealista, che
denuncia come ipocrita e conformista ogni visione unilaterale della realtà.
Il punto di vista è quello straniato e volubile di Pinocchio, la
cui ingenuità turba e commuove, e lo spettatore è immerso
in quello che diventa un vero e proprio viaggio iniziatico tutt’altro
che rassicurante”. Il tutto accompagnato dalle musiche originali
di Fiore Benigni, giovane compositore nonchè affermato organettista,
eseguite dai Maestri Fabio Porroni, Gabriel Aguilera, Luigi Polsini, Giovanna
di Corpo, Augusto Pierozzi, Caterina Gonfaloni, Ione Kerr Ciccioli.
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